FRANCESCO PAOLO FINOCCHIARO (1868 – 1947)

Alla basilica di S. Maria sono legati gli esordi del pittore randazzese Francesco Paolo Finocchiaro,  che si conquistò una certa fama tra ‘800 e ‘900 in Italia e all’estero. Nato a Randazzo nel 1868, studiò all’Istituto di Belle Arti di Napoli, si trasferì a Roma, dove si fece un nome eseguendo ritratti di notabili ed ecclesiastici.

Una tappa importante per l’artista fu la realizzazione, per la Basilica di S. Maria, del Battesimo di Gesù nelle acque del Giordano. L’esecuzione del quadro, oggi nella prima cappella della navata di destra, sopra il fonte battesimale, spazio allora occupato dal dipinto di Antonio Bova con la Madonna e S. Gaetano, ora nella chiesa di Maria SS. Annunziata, fu preceduto da un intenso carteggio tra Finocchiaro e l’Arciprete Francesco Fisauli, durante l’estate 1892. In una prima lettera il pittore annuncia di avere finalmente trovato il soggetto per l’opera ordinatagli, in una tela di Prospero Piatti del Duomo di Ferrara, e in attesa dell’exequatur del suo committente, gli invia una foto del dipinto originale. Nelle lettere successive è assillato dal problema delle dimensioni, risolto il quale il 15 ottobre si trova a Ferrara, immerso nella realizzazione dell’opera, pieno di fervore ed entusiasmo: “…ed io nulla risparmierò pel migliore disimpegno del mandato affidatomi, mandato pel quale tutto ho impegnato con anticipo, e fama, e avvenire, ed esistenza…”. Per Finocchiaro, giovane e speranzoso artista di 24 anni alle prese con un’ opera grande, che dovrà restare nella cattedrale della sua città, la realizzazione di questo quadro costituiva una scommessa sulla propria carriera futura. Il Battesimo di Gesù verrà ultimato nel 1893, e collocato nel 1895: pur trattandosi di un d’après, dimostra tuttavia notevole padronanza della tavolozza, e comunica forti emozioni.

A Ferrara, Finocchiaro lasciò diverse opere, tra cui i ritratti del Conte Massari e del Duca Fioravanti, oggi al Museo di Arte Moderna di Palazzo Massari. Sembra sia stato anche a Parigi. Ebbe una vita sociale assai intensa, fu amico di molte personalità, come del grande giornalista Luigi Barzini e del Direttore del Corriere della Sera, Luigi Albertini.

Tra fine ’800 e primi del ‘900 si trasferiì negli Stati Uniti, e nel 1902, aNew York, sposò Florence Angel Manson. L’unico figlio nato da quest’unione perì immaturamente, e in sua memoria il pittore avrebbe devoluto all’Ospedale di Randazzo una somma per l’attrezzatura della sala operatoria. In America il pittore incontrò successo, fortuna e ricchezza, aprì uno studio, dove esponeva ed organizzava ricevimenti, frequentò personalità di spicco come il tenore Enrico Caruso, il maestro Sapio, e persino Theodore ed Eleanor Roosevelt, con i quali intrattenne un’intensa amicizia ed il cui ritratto si trova alla Casa Bianca. Al rientro in Italia soggiornò ancora a Roma, fu nominato Commendatore, ma dal 1930 si stabilì a Taormina, dove acquistò villa Florenzia e l’Hotel Excelsior, e morì il 26 aprile 1947.

Eseguì numerosi dipinti, ma è difficile ricostruire un catalogo completo, sia perché molte opere restarono in varie città d’Italia (Napoli, Roma, Ferrara) e in America, sia perché i danni dei bombardamenti del 1943 ne distrussero tante altre, come la Trasfigurazione nella chiesa di S. Francesco di Paola. Tra l’altro Finocchiaro eseguì una copia della Madonna di Pietro Vanni, posta sull’altare maggiore di S. Maria, che si trovava a Villa S. Spirito, una della Morte di S. Giuseppe ai Minoriti di Catania, e della Resurrezione di Lazzaro di Onofrio Gabrieli di S. Martino; la tavoletta con il Pastorello, appartenente al Comune di Randazzo, un San Francesco di Paola, una Madonna, prima esposta a Monaco di Baviera e successivamente nello studio di New York, e Cabeza de niño, presentato nel 1910 all’Esposizione Internazionale di Buenos Aires.

a cura di Maristella Dilettoso