IL GRUPPO LITURGICO

“ La liturgia, mediante la quale, specialmente nel divino sacrificio dell’Eucaristia, si attua l’opera della nostra redenzione, contribuisce in sommo grado a che i fedeli esprimano nella loro vita e manifestino agli altri il mistero di Cristo e la genuina natura della vera Chiesa” (SC2).

La parola “Liturgia” deriva dal’unione di due parole greche: laos = popolo ed ergon = azione. Il termine leitourghià nella cultura greca veniva usato per indicare il pubblico servizio che i cittadini prestavano. Nel Nuovo Testamento questa parola viene usata per indicare il ministero dei sacerdoti ma anche il servizio di aiuto che molti altri nel contesto chiesa possono prestare.

Oltre che essere “Opera della SS. Trinità”, la liturgia è anche azione della Chiesa: pertanto “impegna i fedeli nella vita della comunità”. Esige “che i fedeli vi prendano parte consapevolmente, attivamente e fruttuosamente” (SC11).

La liturgia è “il culmine verso cui tende l’azione della Chiesa e la fonte da cui promana tutta la sua virtù” (SC10), quindi anche in essa si caratterizza e si esprime l’azione della Chiesa.

Essa è comunitaria perché fatta da tutti ma nello stesso tempo articolata perché tutti vi prendano parte ma ognuno con ruoli e ministeri diversi. Il gruppo liturgico insieme al parroco ha il compito di guidare i fedeli e animare le celebrazioni. Si tratta di alcune persone che, a nome della parrocchia si interessano di tutta la vita liturgica parrocchiale, e non abbiano interesse personale o secondi fini. Il gruppo liturgico oltre che conoscere le verità di fede, i sacramenti, la morale e le preghiere cristiane, deve affrontare per quanto è possibile lo studio della costituzione conciliare sulla liturgia “SACROSANCTUM CONCILIUM” e i vari aggiornamenti che la Chiesa propone su ciò che riguarda l’anno liturgico, la celebrazione Eucaristica, i sacramenti, la Parola di Dio. Esso deve riflettere sul modo in cui bisogna preparare e organizzare le varie celebrazioni e in particolare la messa domenicale. Affinché questo avvenga nel migliore dei modi è bene che i membri del gruppo liturgico si incontrino frequentemente. Non deve però diventare una realtà chiusa, anzi è chiamato a coinvolgere il più possibile i fedeli affinché questi non si sentano esclusi ma si sentano più motivati a partecipare attivamente alle celebrazioni.

Al gruppo liturgico spetta:

  • Accogliere i fedeli (soprattutto i fanciulli e gli anziani);
  • Invitare a proclamare la Parola di Dio a coloro i quali hanno i giusti requisiti per farlo;
  • Curare la processione offertoriale invitando i ragazzi, i giovani, i catechisti e altri a portare le offerte all’altare;
  • Coinvolgere i fedeli anche per quello che riguarda la raccolta delle offerte durante la messa;

Un compito non meno importante del gruppo liturgico è quello di curare l’ordine e la pulizia della biancheria adoperata per le varie celebrazioni, la manutenzione dei vasi e parati sacri ma anche il rassettamento della chiesa, della sacrestia e dei vari locali parrocchiali.

Il gruppo liturgico svolge un ministero preciso quanto prezioso all’interno di questa comunità, dove non manca la disponibilità e lo zelo di persone valide e competenti nel curare i vari aspetti appena elencati. È un  gruppo sempre presente e pronto a rispondere tempestivamente alle esigenze della parrocchia. Amante dell’organizzazione si riunisce in prossimità delle solennità e di eventi importanti delle parrocchia per preparare al meglio non solo ciò che serve per la celebrazione, ma stabilisce anche i turni dei lettori, si occupa di preparare i libretti per i canti, veglie o altri momenti di preghiera, si interessa di coinvolgere il più possibile i vari componenti della parrocchia e fa di tutto affinché si crei un clima di fraternità, di amore e di pace, segno della presenza di Cristo nella parrocchia.

Alla luce di quanto esposto il gruppo liturgico deve essere meritevole di rispetto, di gratitudine e di riconoscenza da parte di tutta la comunità  ma consapevole che ciò è nulla rispetto alla “grande ricompensa” che Cristo promette “nei cieli” (cfr. Mt. 5,12).  Incoraggiato da questa promessa, ogni singolo membro del gruppo liturgico perseveri con gioia in tutto ciò che gli viene affidato ma nello stesso tempo sia animato dalla fede e dalla carità cristiana, virtù che portano ognuno a mettersi a disposizione degli altri anche quando però può risultare faticoso e difficile.

a cura di Roberto Maio